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'A Storia 'e Roma

Quanno ’on Peppe vedette attuorno ’o ffuoco
tuttuquante assettate p’ ’o sentì,
facette ’a tosse, ce penzaie nu poco,
po’ dicette : — Salute, ossignurì !

I’ nun so’ prufessore, ma stasera,
ve voglio di ’na storia a modo mio;
a Storia ’e Roma, ’sta città guerriera,
fatta putente, pe’ destino ’e Ddio !

Ma ve dico, però, na cosa sola :
Si nuie marciammo c’ ’a letteratura,
nfaccia a Storia Romana aggio appaura,
ca nisciuno capisce 'na parola,

Festa per il sangue di San Gennaro e Processione degli “Inghirlandati”

Strettamente connessa alla tradizione napoletana di San Gennaro, questa processione lega le sue origini a quelle del miracolo della liquefazione del sangue del Santo. C’era stato dunque un tempo in cui la venerazione al Santo non era confortata dal miracolo. Era fino a quel tempo giunta la reliquia della testa, conservata in una teca nel Duomo.

Festa di San Giovanni a Mare

Quando fu fondata, in epoca normanna, la chiesetta di San Giovanni a Mare era situata proprio sul bagnasciuga. La posizione non era casuale: rievocando l’immagine del San Giovanni d’estate, il Battista, la vicinanza con l’elemento Acqua diveniva imprescindibile, e di fatti costituì una componente viva dei festeggiamenti ad esso collegati. Il San Giovanni d’estate, che cade il giorno 24 di giugno – momento in cui la potenza del Sole, al suo culmine, comincia a declinare agli assalti delle sopravvenienti tenebre – evoca oscuri scenari pagani.

Chi è il Commissario Cafasso?

Aniello Cafasso è nato a Napoli negli anni Settanta del XVIII secolo, l’età dei Lumi, l’epoca in cui tutto sembrava spiegabile, migliorabile, ordinabile secondo un criterio giusto e duraturo: e sarà per questo, forse, o per una particolare disposizione degli astri verificatasi nel momento in cui nacque, che il metodo d’indagine elaborato da Cafasso nel volgere della sua breve carriera può essere definito “induttivo”, scientifico, addirittura entomologico; sebbene poi, in vecchiaia, persa ogni speranza circa la logicità ultima del mondo, il Commissario si sia lasciato anda

Festa del Carmine

Abbiamo visto, a proposito della festa di San Giovanni a Mare, le origini del tradizionale “incendio” del Campanile del Carmine. All’inizio degli anni ’70 dello scorso secolo, Roberto de Simone (Chi è Devoto, ESI, 1974) registrava una diffusa “stanchezza” nei festeggiamenti, ormai non più tanto in grado di coinvolgere gli animi dei fedeli del Rione.

Festa di San Giovanni a Mare

Quando fu fondata, in epoca normanna, la chiesetta di San Giovanni a Mare era situata proprio sul bagnasciuga. La posizione non era casuale: rievocando l’immagine del San Giovanni d’estate, il Battista, la vicinanza con l’elemento Acqua diveniva imprescindibile, e di fatti costituì una componente viva dei festeggiamenti ad esso collegati. Il San Giovanni d’estate, che cade il giorno 24 di giugno – momento in cui la potenza del Sole, al suo culmine, comincia a declinare agli assalti delle sopravvenienti tenebre – evoca oscuri scenari pagani.

Napoli nel 1780

L’aspetto della città di Napoli in quel tempo non era di certo molto gradevole. In longitudine andava da S. Lucia agli Studi; in latitudine si estendeva da S. Martino al Molo. La bella Riviera di Chiaja con i suoi giardini e con la strada di Mergellina e Posillipo non esisteva. L’amena strada di Capodimonte, quella del Campo e quella di Foria non erano ancora venute nel pensiero di alcuno.

I viaggi di mio nonno

Mio nonno, di felice memoria, era stato in Napoli due volte, nel 1818 e nel 1825. In quell’epoca non so se io ero in mente Dei, ma parecchi anni dopo egli mi raccontò i suoi viaggi che ricordo perfettamente, perché io, allora ragazzo, l’udivo con meravigliosa attenzione, come egli con meravigliosa compiacenza me li narrava.

Vita amministrativa

S. Giacomo, l’ampio edificio che da Toledo apre la lunga fila dei balconi sulle quattro vie, su cui si erge come isola, per noi napoletani è l’espressione della vita pubblica della città.

Non Santa Maria La Nova, ove si riunisce il Consiglio della Provincia; non il palazzo della Foresteria, ove con la Prefettura hanno sede tutte le Commissioni e le Giunte, ma San Giacomo, il vecchio San Giacomo racchiude e rappresenta la vita cittadina.

Toledo che si trasforma

Anche il centro di Napoli, in armonia con le esigenze del progresso, si va gradatamente trasformando e ogni giorno qualche cosa del passato scompare insieme con la sua storia e con i suoi ricordi, per dare posto a vie più larghe e a case più comode.

Il 28 corrente sarà inaugurata la terza funicolare che congiungerà il Vomero a Toledo.

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