Descrizione
Nel cuore selvaggio dell’Asia Minore, tra montagne sacre e boschi consacrati,
nacque il culto più inquietante e potente dell’antichità: quello di Cibele e Attis, la
Grande Madre e il suo giovane amante, signori del sangue e del rinnovamento.
Questo libro conduce il lettore in un viaggio affascinante tra miti arcaici, riti segreti
e cerimonie pubbliche che, dal santuario di Pessinunte al Palatino, hanno plasmato
per secoli l’immaginario religioso del Mediterraneo.
Sacrifici, estasi, mutilazioni rituali, resurrezioni simboliche: ogni gesto, ogni oggetto,
ogni suono dei flauti e dei tamburelli rivela un mondo in cui la vita e la morte
si intrecciano senza tregua, dove il sangue del toro e il sapore del vino diventano
strumenti di trasformazione spirituale.
Con erudizione profonda e visione limpida, l’autore ricostruisce il dramma sacro
che unisce Cibele ai suoi adepti, riportando alla luce un culto misterico che prometteva
rigenerazione, protezione e – forse – immortalità.
Un testo che ancora oggi incanta, interroga e inquieta: perché il cuore dei misteri
antichi continua a pulsare, come il fremito di un tamburo che risuona nell’oscurità.

